sabato 31 agosto 2013

La nomina a senatore a vita di Renzo Piano merita un post!!!



Ieri il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha nominato senatori a vita, ai sensi dell'articolo 59, secondo comma, della Costituzione, il maestro Claudio Abbado, la professoressa Elena Cattaneo, l'architetto Renzo Piano e il professor Carlo Rubbia, che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico, artistico e sociale. Renzo Piano, 76 anni, genovese, è considerato uno degli architetti più brillanti nel panorama della progettazione. L'ultima opera l'ha inaugurata il 27 luglio scorso: il nuovo Museo delle Scienze di Trento. 


Potsdamer Plaz, Berlino




Il neo senatore a vita Renzo Piano, ha lasciato il segno in molte delle principali città del mondo: dal Centro Culturale Georges Pompidou a Parigi (realizzato a soli 34 anni insieme a Rogers e che lo ha lanciato), all'aeroporto Kansai in Giappone, all'auditorium Parco della Musica di Roma, al museo dell'Art Institute a Chicago, al Zentrum Paul Klee di Berna, al nuovo Campus della Columbia University a New York. Nel 1992 ha ridisegnato la Pstdamer Paltz di Berlino e progettato il Museo della Scienza e della tecnica ad Amsterdam. L'anno scorso è stato inaugurato a Londra The Shard (La Scheggia), che con i suoi 310 metri di altezza è il grattacielo più alto d'Europa. 



Fondazione Beyeler, Basilea

Particolare della copertura

Sale interne


Uno degli aspetti che da sempre mi ha colpito dell'architetto genovese è l'ingresso della natura all'interno degli spazi progettati come a Basilea nella Fondazione Beyeler dove la ruvida e rossa pietra argentina cattura la luce e la distribuisce sui muri di marmo creando con la natura del parco circostante una trama di colori variopinti e rarefatti. Ma la progettazione della copertura è un vero gioiello: il tetto di vetro ha una superficie di 4.000 metri quadrati ed è sostenuto da una griglia orizzontale di travi in scatolato d’acciaio saldato di 250 x 140 mm. Da questa griglia si alzano degli elementi in acciaio fuso che sostengono gli schermi parasole, fissati ad angolo sopra il tetto di vetro per proteggerlo dai raggi diretti del sole. Gli schermi sono lastre di vetro temprato serigrafato di 12 mm, che esclude il 50% della luce solare diretta. La luce naturale penetra attraverso le superfici filtranti del sistema di copertura. Il tetto è in qualche modo indipendente dall’edificio: sostenuto dalla struttura metallica, si spinge sensibilmente al di là del perimetro definito dai muri. Inoltre, la struttura di sostegno non è visibile dalle gallerie sottostanti, e questo genera un senso di leggerezza, in contrasto con la consistenza rocciosa delle pareti esterne. Il museo, e in particolare il tetto e il solaio, sono concepiti come un meccanismo regolabile e autoregolabile: appositi sensori misurano la luce e regolano gli schermi per escludere la luce naturale in eccesso.La collezione comprende circa 200 quadri e sculture e offre una panoramica estremamente personale sull’arte del 20° secolo. Accanto a opere di Cézanne, Picasso, Rousseau, Mondrian, Klee, Ernst, Matisse, Newman, Bacon e Dubuffet la collezione presenta anche alcuni oggetti accuratamente selezionati provenienti da Africa, Alaska e Oceania.

lunedì 26 agosto 2013

Le opere di Caspar David Friedrich all'Alte Nationalgalerie di Berlino

Che emozione vedere i capolavori di Friedrich all'Alte: all'interno dell'edificio costruito nella seconda metà del '800 in stile classico si trovano le opere di un'artista estremamente moderno, rivoluzionario che ha dato un volto ed un anima alla natura che rappresenta. Al terzo piano dell'edificio un'intera sala è dedicata all'artista:  le opere esposte non riflettono l’armonia e la compostezza classica promulgata verso la metà del settecento, ma esprimono un’idea dell’antico e delle natura oscura, in cui le immagini si caricano di drammatiche tensioni e di emotività. Friedrich rappresenta l'immensità della natura e la sua incomprensibilità, la forte tensione che lacera i suoi personaggi privilegiandone la visione di spalle e la luce emanata dalla luna che rende fosforescenti le nebbie. 




Luna nascente sul mare, 1822

Un uomo una donna davanti alla luna, 1819

Abbazia nel querceto, 1809

Due uomini in riva al mare, 1817

Quercia sotto la neve, 1829



sabato 24 agosto 2013

Berliner Mauer: la barriera simbolo dell'Europa divisa


Allestimento dei resti del muro di Berlino per il complesso commemorativo



Berlino è città in continua trasformazione, veloce, rapida nel consumare anche la propria storia. Dopo la caduta del Muro nessuno voleva più avere di fronte agli occhi quella lunga ferita di cemento: ne furono fatti tanti frammenti da vendere come souvenir finché pure le schegge originali finirono e i truffatori s’inventarono i pezzi di Muro contraffatto che si trovano nelle case dei turisti di tutto il mondo. 



Mostra all’aperto con indicazione del tracciato del muro

Con il Muro è stata però cancellata anche la memoria: il viaggiatore che volesse ricostruirla vaga per la città alla ricerca di testimonianze che stenta a trovare. 

Tracciato del muro
Un percorso suggestivo che cerca di ricostruire la memoria del muro è stato realizzato “in ricordo della divisione della città, dal 13 agosto 1961 fino al 9 novembre 1989, e in memoria delle vittime del dominio comunista basato sulla violenza” dalla Repubblica Federale di Germania nel 1998. 





“Finestra della memoria” – Luogo della memoria individuale alle vittime del muro di Berlino


Sessanta metri della striscia di confine sono stati conservati come testimonianza e allo stesso tempo interpretati e rielaborati, secondo un progetto degli architetti di Stoccarda Kohlhoff & Kohlhoff che hanno racchiuso il Muro tra due placche di acciaio creando un incredibile effetto ottico: riflettendosi nell’acciaio sembra infinito. Il memoriale Berliner Mauer ricorda la divisione tedesca e trasmette una sensazione angosciosa del Muro e degli anni della divisione. 




Direttamente lungo la ex striscia di confine nella via Bernauer Straße, è stato realizzato il complesso commemorativo: il percorso all'aperto consente al visitatore di conoscere il periodo girando tra le mostre, il Centro di Documentazione e il Centro Visitatori. Direttamente sulla ex-striscia di confine si trova un pezzo del Muro con la striscia di confine e la torre di guardia. Percorrendo Bernauer Strasse si vedono le fotografie che mostrano le immagini del giorno della costruzione del Muro e si vedono le finestre delle case del lato est della strada che venivano murate per impedire la fuga.









Quello che oggi non possiamo più fare, è vedere il muro esattamente com’era un tempo. A questo proposito ci viene in aiuto la tecnologia, che negli ultimi anni ha fornito delle ottime soluzioni alternative per “ammirare” la Berlino pre-1989. Google con Big G ha implementato, nel suo servizio Maps, la possibilità di visualizzare il percorso originale del muro in tre dimensioni. C’è anche la possibilità di scegliere come “contestualizzare” geograficamente il muro: nell’odierna Berlino oppure nella città del 1989, grazie ad esclusive immagini satellitare in bianco e nero.




giovedì 22 agosto 2013

Berlino - Diario di viaggio





Visitare la più giovane delle capitali europee è una bellissima esperienza che ho fatto durante il mese di agosto. Appena arrivata a Berlino sono stata affascinata dalla grande quantità di cose da vedere, dai suoi spettacolari edifici moderni agli innumerevoli musei e mi sono trovata a dover fare delle scelte dettate soprattutto dal mio gusto personale, conservando tuttavia una sorta di rimpianto per le cose che ho dovuto inevitabilmente trascurare. Ho quindi pensato di condividere il mio seppur breve viaggio con i miei lettori prima dell'inizio del nuovo anno scolastico e degli inevitabili impegni che sottrarranno del tempo prezioso al ricordo del mio viaggio. Non seguirò un ordine preciso nei miei diciamo appunti di viaggio ma semplicemente l'emozione che l'architettura e l'arte mi hanno regalato in questo soggiorno. In fondo anche se sono passati molti anni mi sento ancora una studentessa di architettura che cerca di incontrare nei suoi viaggi quei luoghi che ha studiato ma che non ha mai visto ... non c'erano ancora Google, YouTube .. al massimo qualche diapositiva che veniva mostrata in affollatissime aule universitarie. Oggi attraverso le nuove tecnologie possiamo conoscere una città prima di visitarla ............. è fantastico .... cerco sempre di comunicare il mio entusiasmo ai miei studenti che avendo tra i 12 e i 14 anni non riescono, e non possono,  concepire il mondo senza web. Internet un insieme di centinaia e centinaia di milioni di computer connessi: una rete  attraversata da conversazioni, dati , informazioni che unisce gli angoli più remoti del mondo attraverso email e chat modificando profondamente le abitudini collettive. L'impatto più profondo in una realtà senza Internet sarebbe nella vita intima di chi ha affidato a blog, social network e forum i suoi sogni e i suoi pensieri: all'improvviso perderebbe il suo "corpo digitale". Fotografie e appunti online che raccontano una vita svanirebbero in un buco nero se internet fosse inaccessibile. Riflessione: forse è meglio pensare di fare una copia dei dati affidati a internet,non si sa mai ... consiglio di mio marito Claudio.



Si inizia con il mio incontro con l'architettura visionaria di Gehry.




In Pariser Platz, accanto all'Ambasciata americana e a pochi metri dalla Porta di Brandeburgo è possibile vedere da vicino la cosiddetta balena bianca di Frank O. Gehry.

Il complesso progettato nel 1995 per la DZ Bank mantiene all'esterno delle linee rigorose e severe con materiali tradizionali: Gehry ha rivestito tutti i fronti con pietra calcarea tagliata a lastre spesse: lo stesso materiale impiegato per la Porta di Brandeburgo. All'interno invece si apre un altro mondo: una grande corte interna occupata da sale sospese dalla geometria non definibile. Lungo la piazza l'intervento è quasi anonimo con i suoi cinque piani fuori terra le cui finestre riprendono il ritmo degli edifici limitrofi. In modo completamente diverso è pensato il fronte opposto dove il prospetto appare mosso e discontinuo.










La corte interna completamente rivestita in legno è chiusa all'esterno da un lucernario curvo di vetro appeso da un incredibile struttura in cavi di acciaio. 




Al centro adagiata su un pavimento in vetro è collocata la sala riunioni: una struttura cava la cui forma scultorea è completamente rivestita in lastre di metallo lucido. 



Avevo già "incontrato" Gehry a Los Angeles nel 2005 alla Walt Disney Concert Hall con la sua sala per concerti pensata per 2400 posti a sedere una vera e propria cattedrale della musica in cui l'acustica risulta perfetta, ma la dimensione "umana" dell'intervento di Berlino mi ha permesso di meglio cogliere l'idea di architettura del maestro californiano. 





Concludo replicando il titolo di una rivista che ha sulla copertina l'immagine della Disney Hall 



"... so good, it's Gehry!".






mercoledì 7 agosto 2013

Landscape di David Hockney!!!

Durante l'anno scolastico abbiamo osservato molte immagini relative ai paesaggi: foto, immagini pubblicitarie, dipinti, acqueforti e disegni. L'artista privilegiato dai miei studenti è stato David Hockney che in Nichols Canyon  nell'apparente infantilismo del disegno sottolinea un uso totalmente libero ed istintivo del colore. L'artista inglese risiedeva ad Hollywood durante gli anni '80: Nichols Canyon, comincia da Hollywood Boulevard e continua verso le colline appena sotto Mulholland Drive. Osservare attentamente il dipinto ha inevitabilmente portato gli studenti a dover approfondire la morfologia delle colline di Hollywood dove la vita di città coesiste con la tranquillità della periferia.


David Hockney, Nichols Canyon, 1980, acrilico su tela, 213x152 cm, Collezione privata

Ecco alcune copie d'artista ...................





venerdì 2 agosto 2013

Happy birthday!!!!!!!!!!!!



Il 26 luglio 2012 nasceva questo blog sull'onda della necessità di "sopravvivere" professionalmente ad un contesto lavorativo in cui è sempre più difficile dare il meglio di se stessi. Aggiornarsi sulla professione, vedere ciò che altri insegnanti come me lavorano con i propri studenti inizialmente ha esaudito il mio progetto di accrescimento e di studio. Ma poi la libertà di espressione che consente la mia disciplina e l'opportunità di tirare fuori interessi personali hanno dato un indirizzo diverso a quello che avrei immaginato. E intanto è venuta fuori la necessità della condivisione, e di conseguenza un approccio più critico allo svolgimento della professione. E' crescituo l'entusiamo ed è cresciuto il blog.
A una media di 2500 mila visitatori al mese ha interessato più di 31 mila lettori, per l’85% sempre nuovi e per il restante 15% lettori che tornano. Punta massima di lettura, 4.163 visitatori nel mese di gennaio. I post più letti sono l'Arlecchino di Picasso con quasi 2.000 visualizzazioni e gli esercizi di prospettiva centrale con più di 1.700. Quanto ai paesi interessati sono settanta. Oltre l'Italia che occupa il primo posto, in questo momento il Canada risulta settimo paese per lettori del blog. Altri lettori dalla Spagna, la Polonia. Ma ci sono lettori anche dal Kazakistan, dalla Malesia, dalla repubblica Domenicana e dall'India. In un anno i post usciti sono 130 con una media quindi 10 post al mese. Ringrazio tutti i miei studenti che hanno consentito con i loro lavori la realizzazione di questo blog. Ringrazio Claudio, mio marito, per il suo incitamento continuo a migliorare e per avermi trasmesso l'interesse per l'uso delle nuove tecnologie nel mio lavoro d'insegnante. Ringrazio tutti i miei colleghi virtuali che grazie alle loro condivisioni hanno accresciuto in me la voglia di migliorare ed hanno stimolato la mia curiosità. Un grazie anche a Pinterest e a Facebook con cui il blog comunica segnalando i suoi post ............................ vorrei dedicare a tutti un'immagine a cui sono affezionata che rappresenta metaforicamente la gioia di una gita in barca lungo la Senna ma anche la solità dei pugni chiusi che tengono saldamente in mano i remi .... l'uomo borghese con la tuba e non un canottiere qualsiasi con il caratteristico cappello di paglia è ritratto da Caillebotte nel 1878 ....
Gustave Caillebotte, Canottiere con il cappello a tuba, 1878, olio su tela, cm90x117, Collezione privata
Quindi per concludere grazie a tutti per questo primo anno insieme e prepariamoci al secondo ... cercherò di essere all'altezza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!